Il diritto alla vita è il diritto ad un futuro

Il caso di DJ Fabo ci ha portati inevitabilmente a riflettere.

Non è facile mettersi nei panni di un disabile che, per anni, ha condotto una vita ai limiti della sopportabilità. Di fronte alle limitazioni fisiche, una persona con grave handicap può giungere a scelte anche estreme. Non mi sento di giudicare qualunque decisione possa disperatamente prendere.

Mi sento, invece, di sollevare una critica per i tantissimi poveri, o comunque disagiati, che vivono stentatamente nell’ombra.

Sono come trasparenti. Nessuno li vede se non per biasimarli.

Penso ai tanti minori e giovani cui tutto è negato. Vorrebbero condurre una vita normale, mangiare, vestirsi, curarsi, studiare o lavorare, ma sono privi di mezzi di sussistenza.

Chi dovrebbe provvedere a sostenerli li ignora.

La questione sembra essere paradossale.

Se la vita è veramente un diritto perché non assicurare i mezzi per esercitare concretamente tale diritto? Senza dimenticare che il diritto alla vita è soprattutto il diritto ad un futuro.

Immagine da profilo.it

 

 

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