Non perdiamoci d’animo

dalai-lama

“Per ora, vediamo chiaramente che gli occhi di tutti sono puntati sulla disoccupazione, e questo problema immediato nasconde facilmente tutti gli altri. Vediamo anche che i rimedi proposti qua e là giungono tutti dal passato. Non parlano che di crescita e di ripresa economica, cosa che per di più presuppone un aumento di sfruttamento di un pianeta quasi esaurito. Nessuna idea nuova ed efficace ci sostiene. Parlare di un cambiamento di vita sembra un viaggio nell’isola di Utopia ….

Le minacce dell’ambiente non si arrestano alle frontiere. Nemmeno i movimenti di popolazione. Schiere di mendicanti percorrono ormai l’Europa, che ha il suo terzo mondo in casa. Ogni paese occidentale conta oggi una seconda e anche una terza popolazione clandestina. Negli Stati Uniti si contano più di venti milioni di indocumentos, immigrati senza permesso, che vivono alla giornata, spostandosi da un luogo all’altro. Anche in questo caso, che fare? Le soluzioni che prevedono misure di polizia non sono né moralmente auspicabili, né efficaci. Ogni frontiera ha innumerevoli varchi.

Dobbiamo insistere giorno dopo giorno. Senza mai perderci d’animo”.

Questo è il quadro descrittivo ed esortativo del Dalai Lama in una conversazione con Jean Claude Carrière del 1994, i cui contenuti sono stati pubblicati in un libro, vent’anni fa. Si tratta di una lunga intervista da cui è emersa una grande preoccupazione per le sorti dell’intero pianeta, in particolare per la popolazione e l’ambiente, e un incitamento al cambiamento, senza trascurare nessun aspetto e nessun dettaglio perché niente è isolato e tutto è interdipendente.

Immagine: 108jakarta.com

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