Se il mondo fosse tutto una finzione

 

Truman

Se un giorno scoprissimo che il mondo in cui viviamo è tutto una finzione? E se venissimo a sapere che i nostri maestri hanno fatto finta di istruirci, che i medici hanno fatto finta di curarci, che gli organi preposti hanno finto di governarci, …, come reagiremmo? Molti scrittori creativi, più o meno fantascientifici, hanno solleticato la nostra fantasia lasciandoci immaginare un mondo artificiale, un mondo chiuso in cui ci muoviamo come pupazzetti programmati, sotto l’occhio attento e curioso di registi-osservatori che ci guardano, ci studiano e muovono tutte le nostre azioni.

Peter Weir, ad esempio, ha provato a metterci nei panni del protagonista di Truman show. Ci ha fatto conoscere un personaggio palesemente soddisfatto di impersonare un comune impiegato che agisce all’interno della plastica d’un immenso studio televisivo confinante con un orizzonte dipinto. Che dire poi di Montag, il protagonista di Fahrenheit 451? Ray Bradbury ha, infatti, immaginato per noi un pompiere incaricato di incendiare libri e ogni tipo di carta stampata perché ritenuti minacciosi per la società. Sia Truman che Montag, che abbiamo conosciuto soprattutto grazie alla trasposizione televisiva, vivono in un mondo immaginario, finto, ma se ne accorgono solo in un secondo tempo. Dapprima non li sfiora il dubbio se quella che li circonda è la vera realtà. Agiscono come automi, illusi di decidere liberamente per la propria vita, di agire per il benessere personale e sociale.

“L’uomo prigioniero del mondo televisivo è proprio l’individuo incatenato da sempre nella caverna che della realtà può cogliere solamente le ombre” ha affermato arditamente Paolo Isotta, rievocando il pensiero del più grande dei filosofi di 2400 anni fa.Che sia o no tutta una montatura, resta il fatto che il mondo in cui viviamo è, inequivocabilmente, fantastico e travolgente.

 

 

 

Immagine: www.forumlibri.it

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