Come un semplice pellegrino

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Così come previsto, alle ore 20 Benedetto XVI ha lasciato il pontificato e da stasera al Vaticano la sede è vacante. Non so in quanti eravamo ad accompagnarlo con lo sguardo nel suo tragitto verso Castel Gandolfo, ma sicuramente un’infinità. Lo abbiamo visto raggiungere, a passo stentato, l’elicottero che lo ha condotto verso la sua nuova sede provvisoria. Un suono ininterrotto di campane, sottolineava che quello a cui stavamo assistendo era qualcosa di insolito, anzi di eccezionale.

Tra l’acclamazione della gente, Ratzinger appariva in tutta la sua sofferenza e commozione. Il suo era il volto di un Papa che non voleva lasciare i suoi fedeli a mani vuote. Anche se il suo pontificato è stato breve, è riuscito a lasciare un grande segno, testimoniando l’importanza dell’umiltà e della verità. Giunto ad esercitare il “ministero petrino” come “umile servo del Signore”, ha operato, nonostante il progressivo indebolimento delle sue forze, per il superamento di “individualismi e rivalità” e, “come un operaio nella vigna del Signore”, ha perseverato affinché il volto della Chiesa non venisse “deturpato”. Ed ora, come “un semplice pellegrino”,  si dispone a vivere l’ultima tappa del suo cammino. Si prepara a concluderlo nel silenzio, vicino a tutti noi solo con la preghiera e, sempre con l’umiltà che lo ha contraddistinto, promettendo “riverenza ed obbedienza” a chi, dopo di lui, reggerà il timone della barca di Pietro.

Immagine: cristianpardossi.wordpress.com

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