Cittadella. Un trauma che si poteva evitare

La scena del prelevamento forzato del bambino da una scuola del padovano, ha sicuramente sensibilizzato tutti. Ciò che ha indignato maggiormente è stato il fatto che si sia trattato di un bambino, fatto oggetto di una disputa, di contese protratte nel tempo. La tendenza generale è quella di colpevolizzare esclusivamente il padre per come si è attivato nel corso dell’esecuzione del provvedimento dell’autorità giudiziaria, il terzo in ordine di tempo.

La madre del bambino, adesso si dice sdegnata perché le viene impedito di incontrare il figlio. Il suo legale suggerisce al padre di chiedere (televisivamente) scusa al figlio per il comportamento tenuto durante l’operazione di prelevamento. Viene fatto rilevare che il padre si preoccupa di come fare avere al suo bambino pigiamini e vestiti, anziché preoccuparsi di consentirgli di vedere la propria mamma.

Ma, mi chiedo, in questi anni in cui sono maturati i presupposti, esplosi poi nella recente vicenda, la madre cosa ha fatto per evitare di esporre il proprio bambino ad episodi traumatici di questo genere, sicuramente prevedibili? Non dovrebbe anche lei chiedere scusa al suo bambino per averlo “trascinato” psicologicamente e consapevolmente, in questa drammatica situazione? Il bambino ha certamente bisogno della mamma, ma perché privarlo del papà? Ogni bambino ha diritto ad avere entrambi i genitori e non appartiene, in modo esclusivo, né all’uno né all’altro. Questa è una storia rappresentativa di un’infinità di storie simili e, ogni volta che si dà notizia di un caso del genere, chissà perché, mi viene in mente il giudizio di Salomone. A volte è necessario cedere un pò del bene proprio per il bene di altri.

Immagine: medicinalive.com

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