Giacomo Longo, un grande benefattore

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In Giacomo Longo si sintetizza l’immagine di un’epoca, il vissuto di un popolo che ha lottato per la vita. Nato a San Giovanni Gemini nel 1842, visse in un momento di grande travaglio economico e sociale. Avendo perso prematuramente i genitori (Vincenzo Longo di  Cammarata e Grazia Nigrelli di Mussomeli), venne educato dallo zio Sac. D. Pietro Nigrelli che gli permise di studiare all’Università di Palermo dove conseguì la laurea in Giurisprudenza. Possedeva un consistente patrimonio terriero ed era stimato e benvoluto dai suoi amici di Palermo e di Mussomeli. Grazie a questa stima, aveva rivestito la carica di Capitano della Guardia Nazionale e di Assessore comunale. La sua vita si svolse nell’intervallo tra le due ondate di colera che si diffusero a Mussomeli e morì, colpito da “fiero morbo”, prima che i suoi più grandi progetti di vita si realizzassero. Prima di morire, però, riuscì a raggiungere un suo intendimento: constatando l’insufficienza del vecchio ospedale di S. Rosalia rispetto ai bisogni della popolazione, per testamento manifestò la sua volontà di destinare una cospicua parte delle sue sostanze alla fondazione di un nuovo ospedale. Una volta aggravatesi le sue condizioni di salute, la sua volontà rischiava di non concretizzarsi, essendosi rimandata la redazione dell’atto a tempi successivi che non ci sarebbero mai stati. Alla sua scomparsa, avvenuta a Palermo il 14 agosto 1868, all’età di 26 anni, il Sac. Nigrelli rivendicò una parte dell’eredità e la ottenne. Ma quando la realizzazione della fondazione rischiava di fallire, la sorella Domenica, aiutata da due canonici, riuscì a far eseguire la volontà del fratello. Così il 21 settembre 1900, con atto stipulato presso lo studio del notaio agrigentino Picarella, si diede esecuzione alla volontà di giungere alla fondazione dell’ospedale per i poveri a Mussomeli, con la riserva di un terzo destinata ai poveri di San Giovanni, patria del defunto. Con R. Decreto 23 luglio del 1903, l’ospedale fu eretto Ente morale. Non fu intitolato al suo fondatore e neanche alla sorella, ma a “Maria Immacolata”. Questa scelta avrebbe consentito di sottolineare la matrice ecclesiastica della struttura e, al contempo, avrebbe fugato ogni possibilità di contestazione. Il nome “Longo” fu aggiunto solo in seguito, senza modificare lo Statuto dell’ente, per utilizzarsi limitatamente alla corrispondenza burocratica. L’ospedale smise di funzionare nel 1956, ma l’attuale struttura ospedaliera di Via Dogliotti porta lo stesso nome.

Il nome di Longo viene associato anche alle riparazioni della rete idrica, avendo egli concesso al Comune di Mussomeli le somme occorrenti al rifacimento della conduttura dell’acqua potabile. La sua figura rimane comunque legata principalmente alla fondazione di quell’opera ospedaliera che viene operata per testamento. La fondazione, che ha avuto un percorso ‘sofferto’, oggi non risponde alle finalità per le quali è stata creata e l’incuria e l’indifferenza, che serrano le porte alla realizzazione di quella volontà benefattrice, generano tanta amarezza.

Foto: www3.unict.it

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