E la chiamano “lista dei preti”

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 In questi giorni sono insorte varie polemiche sulla costituzione di una lista dal nome ecumenico: “Uomini nuovi per una società di uguali e partecipi” (UeP), meglio nota come “lista dei preti”. Promossa da Don Felice Lupo, parroco di S.Eugenio Papa a Palermo, la lista ha sollevato un grande polverone. In realtà si tratta di un movimento socio-politico di laici cattolici, fedeli alla dottrina sociale della Chiesa. Il Santo Padre ha rivolto ripetutamente appelli affinché i cattolici si impegnassero in politica, ma tale invito deve intendersi indirizzato ai fedeli laici e non ai chierici. Questi ultimi, infatti, non possono avere parte attiva nei partiti politici e nella guida di associazioni sindacali. A ben guardare, i cattolici in politica non sono una novità. Nel diffondere una sua nota critica, il cardinale arcivescovo di Palermo forse ha pensato a Don Luigi Sturzo che nel 1919 fondò il Partito Popolare Italiano, progenitore della Democrazia Cristina e su quanto questi aveva affermato al I congresso del PPI: “E’ superfluo dire perché non ci siamo chiamati Partito cattolico: i due termini sono antitetici. Il cattolicesimo è religione, è universalità; il partito è politica, è divisione”. Nessun prete, comunque, tra i candidati ad un seggio dell’Assemblea Regionale, ma soltanto laici osservanti della dottrina della Chiesa e dei precetti del Vangelo.

Immagine: globalist.it

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