Diamogli un’altra opportunità

“Ho fatto la scelta sbagliata: puntare su due gare. La 50 la posso vincere anche senza doping, l’ho dimostrato. La 20 Km richiede invece velocità nel finale. Volevo tutto…e ora ho perso tutto”. Ecco la sofferta confessione di Alex Schwazer a cui il doping costerà veramente caro: via dalle Olimpiadi, dalla nazionale, dai carabinieri, ma anche dalla pubblicità. Per l’atleta una ‘caporetto’ da un milione di euro, leggiamo da un’ANSA dei Giochi Olimpici 2012. L’immagine di Schwazer non è infatti legata solo ai successi riportati da marciatore e alla recente vicenda del doping. L’atleta è diventato anche un volto televisivo grazie alla pubblicità del Kinder Pinguì. E mentre la Ferrero e la Garmin abbandonano l’idea di rinnovargli il contratto, la Despar ha deciso di non voltargli completamente le spalle. “Un errore seppur grave – fa sapere – non può però cancellare una vita fatta di impegno e passione. Ora pagherà, è giusto, ma Alex, per come lo conosciamo, merita sicuramente un’altra opportunità, affinché riprenda in mano la sua vita per un nuovo inizio”. La pressione per le imminenti Olimpiadi ha rotto il suo fragile equilibrio, e dopo l’oro di Pechino 2008, non volendo deludere le aspettative di tutti noi, ha ceduto alla tentazione ed ha acquistato l’Epo. Ma ha deluso se stesso, prima che tutti noi,  ne ha consapevolezza e lo dimostra pubblicamente nel suo incontenibile pianto durante la conferenza stampa. Le sue lacrime ci hanno commosso perché lo abbiamo percepito come un ragazzo distrutto, ma autentico. Non continuiamo a voltargli le spalle, non  buttiamogli pietre addosso, perché è stato ugualmente un grande campione nell’ammettere pubblicamente il suo errore e le sue responsabilità. Come tutti, ha bisogno di un’altra opportunità. Altrimenti, come scrive Pierluigi Giordano Cardone ( Il fatto quotidiano, 8 agosto 2012), “si rischia una deriva come nel caso di un altro famoso campione, Marco Pantani. Già, Marco Pantani. Una ferita ancora aperta”.

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