L’arroganza. Se la conosci, la eviti

“E’ preferibile la meschinità all’arroganza”, è l’insegnamento di Confucio.

Non è possibile determinare con quale frequenza può capitare di imbatterci con l’arroganza, ma quasi certamente un po’ tutti ne abbiamo fatta esperienza, direttamente o indirettamente. Si tratta di un atteggiamento che si annida a qualsiasi livello e in qualsiasi situazione. Molto spesso non ce l’aspettiamo ed è soprattutto per questo che ci sorprende, ci irrita e ci mette a disagio. L’arroganza è una modalità adottata per esprimere un senso di superiorità nei confronti degli altri. Il termine deriva dal linguaggio giuridico, in cui il latino ad rogare serviva ad indicare qualcosa che ci si attribuisce ma che non ci spetterebbe. A volte, può capitare di chiedersi da che cosa si può riconoscere e quali siano le sue caratteristiche. Sul sito www.criminologia.advcom.it se ne possono leggere alcune. Viene definita come “spocchiosa, scostante, tracotante” ed è vista anche come “caratteristica del sudiciume interiore di chi si arroga inesistenti diritti per calpestare quelli degli altri”. Per Francesco Alberoni, l’arrogante è colui che non tiene conto degli altri, delle loro idee o della loro sensibilità, ma li schiaccia. L’arrogante si riconosce dal modo in cui parla, ad alta voce, zittendo gli altri. “Vi sono potenti burocrati – aggiunge Alberoni – che, nei loro uffici, sono presuntuosi, arroganti, tirannici. Trattano i cittadini come vermi”. Farci un’idea chiara di ciò che “l’essere arrogante” significhi, ci serve per prenderne le distanze e scongiurare. Conoscere gli arroganti ci aiuta perché ci mette in condizione di evitarli.

Immagine: buddhismo.wordpress.com

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