Una Spending review per lo sviluppo e la crescita

Il decreto legge sulla spending review ha ottenuto il via libera del Cdm, ma numerosi sono i dissensi espressi dai sindacati e da varie forze politiche. Scopo della ‘sforbiciata’ è fondamentalmente quello di ‘far cassa’ per evitare un aumento dell’Iva, fronteggiare la questione degli esodati e aiutare le popolazioni dell’Emilia colpite dal sisma. I tagli previsti sono svariati e interesseranno diversi settori. La scure, infatti, si abbatterà colpendo dalla sanità alle province e dalla giustizia alla scuola. Quello che ha appena approvato il Cdm è il secondo decreto sulla revisione della spesa pubblica, ma già si profila un terzo provvedimento che sarà presentato fra qualche settimana. Il Sole 24ore di oggi ha rilevato, conti alla mano, che con “gli interventi odierni il risparmio dello Stato sarà di 4,5 miliardi per il 2012, di 10,5 miliardi per il 2013 e di 11 miliardi per il 2014”. Sul sito ufficiale del Governo italiano si legge che il “Governo interviene con la spending review analizzando le voci di spesa delle pubbliche amministrazioni per evitare inefficienze, eliminare sprechi e ottenere risorse da destinare allo sviluppo e alla crescita”. Pienamente d’accordo sul taglio agli sprechi, ma non si comprende il meccanismo che assicurerà sviluppo e crescita nel nostro Paese. Sono in molti a temere che la penalizzazione di settori altamente vulnerabili come la sanità e la pubblica istruzione possano aggravare la situazione economico-sociale delle fasce più deboli.

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