Il volto umano dello sport

Il saggio Gianluigi Buffon lo aveva preannunciato e ci aveva preparati psicologicamente ad ingoiare l’amaro boccone. “La nazionale spagnola è più forte – aveva affermato prima dell’incontro – A volte, però, non vince chi è più forte ma chi è più bravo. E noi siamo bravi” Aveva sottolineato “a volte” proprio per farci comprendere che la possibilità di vittoria era minima. L’Italia non è delusa per la loro prestazione. Gli azzurri si sono impegnati tenacemente inseguendo un sogno che, nel corso della partita, si allontanava sempre di più. Poi, rimasti solo in dieci contro le undici ‘furie rosse’, non hanno risparmiato le loro energie residue. Alla fine, stanchi,  provati e ormai sfiancati, hanno lasciato che tutti leggessimo la grande amarezza dal loro volto. Era il volto umano dello sport, quello che si esprimeva nelle smorfie di dolore  per gli stiramenti, per i crampi improvvisi, negli abbracci consolatori, nelle lacrime irrefrenabili e negli occhi arrossati di chi non riusciva a nascondere la rabbia per non aver potuto dare di più.

Al microfono di Amedeo Goria, Monti che a Kiev ha voluto dare un sostegno alla squadra tricolore, ha evidenziato l’impegno, la correttezza e la condotta esemplare. “Siete di esempio – ha affermato – ci avete fatto sognare, ma stasera ci siamo svegliati”. Il Presidente Napolitano ha voluto convocare gli azzurri, al loro rientro, a prescindere dal risultato. Al Quirinale, molto efficace è stato il discorso di Prandelli. “Serve il coraggio di cambiare – ha affermato – Siamo un paese vecchio e bisogna avere la forza di credere in un’idea”. E noi vogliamo crederci.

foto: acateweb.it

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