Il silenzio di Monti

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Il silenzio di Monti nel corso di un’intervista di giovedì sera, nell’ambito del programma “Piazza pulita”, ci ha colti di sorpresa. Il conduttore, Corrado Formigli, aveva chiesto al nostro Premier cosa consiglierebbe al figlio se, ventenne e laureato, lavorasse presso un call center, percependo come tanti altri giovani soltanto 5 euro all’ora. Gli suggerirebbe di restare o di lasciare l’Italia?  Ciò che si è letto nello sguardo “perso” di Monti è indefinibile. Ci ha tenuti con il fiato sospeso per ben 17 secondi. In tutto quel vuoto che separava il tempo della domanda dal tempo della risposta, ci chiedevamo se il nostro Presidente del Consiglio stesse cercando una risposta adeguata, che non lo compromettesse, o se stesse cercando le parole più idonee per esprimere la sua risposta. Certamente gli mancava qualcosa per riempire quel vuoto imbarazzante. Era una scena inconsueta vedere una figura di tale spessore, perdersi di fronte ad una domanda. Un politico professionista, di fronte ad una simile imprevedibilità, non avrebbe trovato difficoltà ad aggirare l’ostacolo scaricando una valanga di parole, indipendentemente dal loro senso, comprensibilità o coerenza. Monti no. Si è bloccato, il suo sguardo era cristallizzato. L’abile imbeccata del conduttore (“E’ difficile?”) è servita a sollevarlo da quella condizione di inevitabile imbarazzo e a consentirgli di proseguire.  Abbiamo condiviso quello stato di sofferenza e, alla fine, quando il Premier ha ripreso voce per la sua replica, anche noi abbiamo potuto finalmente riprendere fiato.

Immagine: pianetadonna.it

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