Non prendiamocela con i più piccoli

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Anche in questa piccola cittadina sono passate loro, le Guardie di Finanza. Anche qui abbiamo assistito al loro blitz.

“Muso duro contro gli evasori” hanno scritto ultimamente le maggiori testate giornalistiche. Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Befera, molto determinato a scoraggiare l’evasione fiscale aveva già preannunciato controlli incisivi e capillari. Il sistema adottato è molto ingegnoso, si deve ammettere, ma siamo sicuri che operando in questo modo, realizziamo un deterrente contro l’evasione, e solo quello?

In questa realtà locale, comunque, non siamo a Cortina o a Milano by night, i nostri acquisti sono sempre contenuti e di modesto valore. Qui, anzi, la crisi si percepisce un po’ di più che altrove. Una grande fetta della popolazione è costituita da piccoli imprenditori, la media imprenditoria è scarsamente rappresentata, e dietro ogni commerciante o artigiano c’è una famiglia che non sempre dispone di altri redditi. La pressione fiscale ha costretto molti a chiudere i battenti, con ripercussioni economiche non indifferenti.

Si teme che, agendo in questo modo, non si scoraggi soltanto l’evasione, che giustamente deve essere perseguita, ma si conseguano riflessi negativi sulla contrazione dei consumi e sulla sorte di piccole attività produttive che, se fossero messe in condizione di lavorare correttamente,  potrebbero produrre reddito e contribuire a rimpinguare le casse dello Stato. I controlli fiscali indubbiamente vanno bene, ma attiviamo parallelamente politiche che incoraggino il piccolo commercio o l’artigianato, perché la nostra economia poggia soprattutto su questo.

Non prendiamocela sempre con i più piccoli, non è così che possiamo risolvere i problemi economici dello Stato, non è così che si può alimentare la ripresa e la crescita.

E se adesso si cambiasse direzione e, dopo questo tour italiano, si andasse un po’ fuori dal confine, in Svizzera per esempio?

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