Sssssst! C’è la privacy

Chissà quante volte abbiamo sentito risponderci che l’informazione richiesta non può essere fornita perché coperta da privacy! Il termine privacy, così diffuso negli ultimi tempi, è diventato un po’ come il prezzemolo e  viene utilizzato tutte le volte che lo si ritiene “conveniente”, più che opportuno.

Farebbe da contrappeso al diritto di accesso ai documenti amministrativi, in funzione dei rapporti con lo Stato e la Pubblica amministrazione, al fine di garantire la trasparenza di quest’ultima.

Lo spirito della legge voleva essere molto chiaro:

–         da una parte concedere ai cittadini il diritto di accesso ai documenti amministrativi che li riguardano;

–         dall’altra  vietare che venissero diffusi dati personali o, quantomeno, porre limitazioni.

Quello che accade nella pratica, però, è leggermente diverso da quello che la legge prospettava. Avviene, infatti, che mentre il cittadino, da una parte incontra difficoltà ad ottenere i dati richiesti su documenti cui è direttamente interessato (stato di avanzamento di una pratica, identificazione dei funzionari incaricati, motivazioni su esclusioni o reiezioni, ecc.), dall’altra vede violato  il suo diritto alla tutela dei propri dati. Qualche prova? Gli infiniti contatti telefonici a scopo pubblicitario, la dispersione della corrispondenza bancaria o postale, comunicazioni telefoniche che hanno ad oggetto dati personali. La barriera della riservatezza viene ulteriormente infranta dalle nuove tecnologie: dispositivi di videosorveglianza distribuiti in ogni dove, tracciabilità dei cellulari, facile reperibilità degli indirizzi di posta elettronica. La situazione diventa sempre meno controllabile, nonostante l’istituzione del Garante per la protezione dei dati personali. Ci accorgiamo di vivere in un continuo Grande Fratello, nonostante non ne avessimo fatto il provino selettivo.

Tra il diritto di accesso a favore del cittadino  e il dovere di privacy a carico della Pubblica amministrazione, va a finire come sempre che la bilancia pende solo da una parte, accompagnata spesso da un pizzico di arroganza. Adesso, più che mai,  salvaguardare seriamente la libera e piena autodeterminazione della persona è diventata una necessità urgente.

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