Standard & Poor’s: “Tutti a scuola!”

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La retrocessione dell’Italia dalla fascia delle A a quella delle B della scala di giudizio della Standard & Poor’s sta alimentando un grande turbamento negli animi degli italiani. E la possibilità di un ulteriore declassamento nel 2012 o nel 2013 non può certo lasciarci indifferenti.
L’agenzia di rating sembra essere stata spietata. Non solo ha tagliato il giudizio sul debito di mezza Eurozona ma ha anche ventilato la possibilità di un aumento del rischio di recessione se non venissero adottate riforme strutturali adeguate.
E’ come dire che finora ci siamo mossi bene, ma questo servirà poco ai fini di un’inversione della crisi.
Nel tentativo di darmi una spiegazione a ciò che sta accadendo in questo periodo, ho immaginato che gli Stati europei fossero considerati come degli scolaretti, come quei ragazzini che temono le convocazioni dei genitori a scuola perché sanno già che si dirà: “si vede che ha studiato, ma deve fare di più e deve farlo in fretta”. E sono perseguitati da quel giudizio perché sono consapevoli che anche se intensificheranno il loro impegno, si sentiranno comunque ripetere che non è sufficiente e che rischiano la bocciatura.
I “Professori” Standard & Poor’s periodicamente correggono i compiti, interrogano, sottopongono gli alunni a prove stressanti.
Sono molto esigenti e pretendono tanto dai loro allievi. Nonostante gli sforzi di alcuni ragazzi, i Prof. continuano a non sentirsi soddisfatti dei risultati, sottovalutano ogni sacrificio e buon proposito. Sinceramente, sembrano essere molto demotivanti.
Ma non tutti gli allievi vengono spronati a dare di più. C’è sempre qualcuno che emerge, che fa tutti i compiti, che raccoglie lodi e non delude le aspettative.
In Europa, la prima della classe è lei, la Germania. La Germania è quella che alza sempre la mano per l’interrogazione volontaria, non si fa mai cogliere impreparata. Va avanti a tutta dritta, sicura e determinata. La sua sarà sicuramente una media molto alta.
Un enorme dubbio mi assale: il nostro declassamento è addebitabile alla nostra scarsa preparazione o alla rigidità dei giudizi dell’agenzia americana? Saremo capaci di risalire la china nella fase 2, quella della crescita?

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